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Maggio 2011

« NORD - l’abisso originario »

 

 

     

 

 
     
MARCO DI GIOVANNI
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MARCO DI GIOVANNI
« NORD - Der Urgrund
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PERFORMANCE (avrà luogo durante l’inaugurazione)
Umberto Ciaramellano al contrabbasso nelle vesti di Ymir e Pier Marin nelle vesti di Thor

"Non mi interessa niente di quel che viene dopo l´abisso originario o al di sotto delle distanze siderali."
É con questa frase che Marco Di Giovanni presenta il suo progetto "NORD"che trova realizzazione in tre mostre personali:

“NORD- Le distanze siderali” alla Galleria Galica, Milano

“NORD-L’abisso originario” alla Galleria Antonella Cattani contemporary art, Bolzano
"NORD- Unicredit Kunstraum" Monaco (22.08.2011).

Nella personale “NORD- L’abisso originario” alla galleria Antonella Cattani, Marco Di Giovanni esplora l’origine dell’universo allontanandosi dalla concezione classica di spazio e tempo, partendo invece dalla mitologia norrena, passando attraverso la narrativa di Asimov, fino ad arrivare alle ultime ricerche di fisica teorica.

La mostra si apre con l’ installazione del Ginnungagap che, secondo la mitologia nordica, corrisponde alla voragine primordiale, agitata da misteriose energie che hanno dato vita all’universo.
Altra fonte di ispirazione è il capolavoro di Isaac Asimov "Trilogia della Fondazione" che narra le vicende di intere generazioni nell’arco di molti secoli, dilatando così a dismisura i confini dell’universo conosciuto.
Marco Di Giovanni, affascinato dai misteri dell’astronomia, ha infine orientato la sua ricerca artistica interpre- tando quei corpi celesti -definiti buchi neri- che sembrano non rispondere ad alcuna legge fisica teorizzata dall´uomo. La mostra si rivela come una continua “fuga” dalla percezione di spazio e di tempo come mostrano anche i disegni eseguiti sull’agenda dell’artista stesso; non ci sono appuntamenti e contingenze legate alla vita di tutti i giorni ma idee di infinito nascoste nel caos apparente di cieli stellati o elementi naturali.Indagando l´idea del mito ed una sua definizione l’artista ha realizzato il terribile martello del dio Thor, titolando così l´opera: "Mjölnir, tra l´incudine è il martello". Nel non-sense linguistico l´atto del martello che batte sull´incudine implode per rimanere eterno ed immanente nel pesantissimo oggetto d´acciaio fuso, pronto per essere ancora una volta brandito con furore dal più forte degli dei.

Il mito si manifesta vivo ed attuale nella performance sonora che avrà luogo durante l’inaugurazione.
Ymir, nelle vesti di un impeccabile contrabbassista classico alla ricerca degli intervalli musicali che sono alla base della musica Wagneriana, sarà il gigante originario che, dal profondo della terra, farà vibrare lo spazio
della galleria. La manifestazione contemporanea del dio Thor, performance a conclusione dell’inaugurazione, è per l´artista un moderno biker che, lasciate le sue spoglie terrene (ovviamente un giubbotto di pelle nera e stivali da motociclista) e l´inseparabile motocicletta, odierna versione del martello, si eleva rarefatto sulle nostre teste, all´addiaccio per rimirare le stelle.
Che siano piccoli disegni o lamiere di ferro calandrate, centinaia di cartoncini impilati o mura sbrecciate, dispositivi ottici o vibrazioni sonore, quintali d´acciaio fuso o effimere presenze, comunque sia la meta rimane una sola, che non è né ora né qui.

 

PERFORMANCE (waehrend der Eroeffnung)
von Umberto Ciaramellano am Kontrabass als Ymir und Pier Marin als Thor

"Was nach dem Urgrund kommt oder unter den Sternweiten vor sich geht, interessiert mich nicht.“
Mit diesem Satz präsentiert Marco Di Giovanni sein Projekt "NORD", das in drei Einzelausstellungen realisiert wird:
"NORD-Le distanze siderali“ (Die Sternweiten)” in der Galerie Galica, Mailand
"NORD-Der Urgrund” in der Galerie Antonella Cattani contemporary art, Bozen

"NORD-Unicredit" Kunstraum München (22.08.2011).

In der Einzelausstellung „NORD – Der Urgrund” erkundet Marco Di Giovanni den Ursprung des Universums abseits der klassischen Auffassung von Raum und Zeit, indem er stattdessen von der altnordischen Mythologie ausgeht und über Asimovs Erzählprosa bis zu den jüngsten Forschungen theoretischer Physik vordringt.

Die Ausstellung wird von der Installation des Ginnungagap eingeleitet, der nach der nordischen Mythologie dem urzeitlichen Schlund voll geheimnisvoll bewegter Energien entspricht, denen das Universum entsprang.
Eine weitere Inspirationsquelle bildet Isaac Asimovs Meisterwerk „Foundation-Trilogie", das von den Geschichten ganzer Generationen im Lauf vieler Jahrhunderte erzählt und auf diese Weise die Grenzen des bekannten Universums ins Unermessliche ausdehnt.

Fasziniert von den Geheimnissen der Astronomie, hat Marco Di Giovanni schließlich seine künstlerische Recherche an den Himmelskörpern orientiert, die als sogenannte Schwarze Löcher keinem vom Menschen erdachten Gesetz der Physik zu entsprechen scheinen.

Die Ausstellung erweist sich also als andauernde „Flucht” vor der Wahrnehmung von Raum und Zeit, was auch die Zeichnungen des Künstlers in seinem Kalender belegen; darin sind keine Termine oder alltägliche Begebenheiten verzeichnet, sondern Ideen vom Unendlichen, die sich im scheinbaren Chaos der Sternenhimmel oder natürlicher Elemente verbergen.
Ausgehend von seiner Untersuchung der mythischen Vorstellungen, sucht der Künstler nach einer passenden Definition und realisiert den Furcht erregenden Hammer des Gottes Thor mit dem Werktitel „Mjölnir, Hammer im Amboss“. Im sprachlichen Nonsens implodiert der Schlag des Hammers auf den Amboss, um sich auf Dauer immanent im zentnerschweren, aus Stahl gegossenen Objekt nur dem stärksten der Götter zu bieten, der es noch einmal grimmig schwingen soll.

Der Mythos wird lebendig und aktuell in der Klangperformance, die bei der Eröffnung stattfindet.
Ymir, gekleidet in den tadellosen Anzug eines klassischen Kontrabassisten, sucht nach den Tonintervallen, die Wagners Musik zugrunde liegen, und spielt den ursprünglichen Riesen, der den Galerieraum wie aus den Tiefen der Erde zum Erzittern bringt. Die zeitgenössische Erscheinung des Gottes Thor, die als Performance während der Eröffnung auftritt, überträgt der Künstler einem modernen Motorradfahrer, der seine irdische Ausstattung (natürlich eine schwarze Lederjacke und Bikerstiefel) und das unverzichtbare Motorrad - die heutige Variante des Hammers - zurücklässt, sich über unsere Köpfe erhebt und in die Kälte des Alls entschwebt, um die Sterne zu bewundern.

Ob es kleine Zeichnungen sind oder satinierte Eisenbleche, Hunderte von übereinander geschichteten Leichtkartons oder gesprungene Mauern, optische Vorrichtungen oder Klangvibrationen, zentnerschwere Stahlgüsse oder flüchtige Präsenzen - das Ziel bleibt auf jeden Fall nur eines, das weder jetzt noch hier existiert.

   
Biografia
 
Biographie

MARCO DI GIOVANNI è nato a Teramo nel 1976, vive e lavora a Imola.
MOSTRE (selezione):
“Things are queer-Highlights" from Unicredit Collection, MARTA MUSEUM, Herford /

“Drawing Spaces”, RUSSIAN ACADEMY OF ARTS, Mosca /
“Play-Station", KUNSTMERANOARTE, Merano/

“Il disegno della scultura Contemporanea da Fontana a Paladino", PALAZZO BINELLI, Carrara /
“La vita delle forme”, MAMbo MUSEO ARTE MODERNA, Bologna /
“Polyphonix”, CENTRE POMPIDOU, Parigi

 
MARCO DI GIOVANNI ist 1976 in Teramo geboren, lebt und arbeitet in Imola.
AUSSTELLUNGEN (Auswahl):
“Things are queer-Highlights" from Unicredit Collection, MARTA MUSEUM,
Herford /
“Drawing Spaces”, RUSSIAN ACADEMY OF ARTS, Mosca /
“Play-Station", KUNSTMERANOARTE, Merano/
“Il disegno dellascultura Contemporanea da Fontana a Paladino", PALAZZO BINELLI, Carrara /
“La vita delle forme”, MAMboMUSEO ARTE MODERNA, Bologna /
“Polyphonix”, CENTRE POMPIDOU, Parigi
 
 
realizzazione RESmedia