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MARCO
DI GIOVANNI
« NORD - l’abisso originario » |
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MARCO
DI
GIOVANNI
« NORD - Der Urgrund » |
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PERFORMANCE
(avrà luogo durante l’inaugurazione)
Umberto Ciaramellano al contrabbasso nelle vesti di Ymir e Pier Marin nelle vesti
di Thor
"Non
mi interessa niente di quel che viene dopo l´abisso
originario o al di sotto delle distanze siderali."
É con questa frase che Marco Di Giovanni presenta il suo progetto "NORD"che
trova realizzazione in tre mostre personali:
“NORD- Le distanze siderali” alla Galleria Galica, Milano
“NORD-L’abisso
originario” alla Galleria Antonella Cattani contemporary art, Bolzano
"NORD- Unicredit Kunstraum" Monaco (22.08.2011).
Nella personale “NORD-
L’abisso originario” alla galleria Antonella
Cattani, Marco Di Giovanni esplora l’origine
dell’universo allontanandosi dalla concezione classica
di spazio e tempo, partendo invece dalla mitologia norrena,
passando attraverso la narrativa di Asimov, fino ad arrivare
alle ultime ricerche di fisica teorica.
La mostra
si apre con l’ installazione del Ginnungagap che, secondo
la mitologia nordica, corrisponde alla voragine primordiale,
agitata da misteriose energie che hanno dato vita all’universo.
Altra fonte di ispirazione è il capolavoro di Isaac Asimov "Trilogia
della Fondazione" che narra le vicende di intere generazioni nell’arco
di molti secoli, dilatando così a dismisura i confini dell’universo
conosciuto.
Marco Di Giovanni, affascinato dai misteri dell’astronomia, ha infine
orientato la sua ricerca artistica interpre- tando quei corpi celesti -definiti
buchi neri- che sembrano non rispondere ad alcuna legge fisica teorizzata dall´uomo.
La mostra si rivela come una continua “fuga” dalla percezione di
spazio e di tempo come mostrano anche i disegni eseguiti sull’agenda
dell’artista stesso; non ci sono appuntamenti e contingenze legate alla
vita di tutti i giorni ma idee di infinito nascoste nel caos apparente di cieli
stellati o elementi naturali.Indagando l´idea del mito ed una sua definizione
l’artista ha realizzato il terribile martello del dio Thor, titolando
così l´opera: "Mjölnir, tra l´incudine è il
martello". Nel non-sense linguistico l´atto del martello che batte
sull´incudine implode per rimanere eterno ed immanente nel pesantissimo
oggetto d´acciaio fuso, pronto per essere ancora una volta brandito con
furore dal più forte degli dei.
Il mito si
manifesta vivo ed attuale nella performance sonora che avrà luogo
durante l’inaugurazione.
Ymir, nelle vesti di un impeccabile contrabbassista classico alla ricerca degli
intervalli musicali che sono alla base della musica Wagneriana, sarà il
gigante originario che, dal profondo della terra, farà vibrare lo spazio della
galleria. La manifestazione contemporanea del dio Thor, performance a conclusione
dell’inaugurazione, è per l´artista un moderno biker che,
lasciate le sue spoglie terrene (ovviamente un giubbotto di pelle nera e stivali
da motociclista) e l´inseparabile motocicletta, odierna versione del
martello, si eleva rarefatto sulle nostre teste, all´addiaccio per rimirare
le stelle.
Che siano piccoli disegni o lamiere di ferro calandrate, centinaia di cartoncini
impilati o mura sbrecciate, dispositivi ottici o vibrazioni sonore, quintali
d´acciaio fuso o effimere presenze, comunque sia la meta rimane una sola,
che non è né ora né qui.
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PERFORMANCE
(waehrend der Eroeffnung)
von Umberto Ciaramellano am Kontrabass als Ymir und Pier Marin als Thor
"Was
nach dem Urgrund kommt oder unter den Sternweiten vor
sich geht, interessiert mich nicht.“
Mit diesem Satz präsentiert Marco Di Giovanni sein Projekt "NORD",
das in drei Einzelausstellungen realisiert wird:
"NORD-Le distanze siderali“ (Die Sternweiten)” in der Galerie
Galica, Mailand
"NORD-Der Urgrund” in der Galerie Antonella Cattani contemporary art,
Bozen
"NORD-Unicredit" Kunstraum München (22.08.2011).
In
der Einzelausstellung „NORD – Der Urgrund” erkundet
Marco Di Giovanni den Ursprung des Universums abseits der klassischen
Auffassung von Raum und Zeit, indem er stattdessen von der
altnordischen Mythologie ausgeht und über Asimovs Erzählprosa
bis zu den jüngsten Forschungen theoretischer Physik vordringt.
Die
Ausstellung wird von der Installation des Ginnungagap eingeleitet,
der nach der nordischen Mythologie dem urzeitlichen Schlund
voll geheimnisvoll bewegter Energien entspricht, denen das
Universum entsprang.
Eine weitere Inspirationsquelle bildet Isaac Asimovs Meisterwerk „Foundation-Trilogie",
das von den Geschichten ganzer Generationen im Lauf vieler Jahrhunderte erzählt
und auf diese Weise die Grenzen des bekannten Universums ins Unermessliche
ausdehnt.
Fasziniert von den Geheimnissen der Astronomie, hat Marco Di Giovanni schließlich
seine künstlerische Recherche an den Himmelskörpern orientiert, die
als sogenannte Schwarze Löcher keinem vom Menschen erdachten Gesetz der
Physik zu entsprechen scheinen.
Die
Ausstellung erweist sich also als andauernde „Flucht” vor
der Wahrnehmung von Raum und Zeit, was auch die Zeichnungen
des Künstlers in seinem Kalender belegen; darin sind keine
Termine oder alltägliche Begebenheiten verzeichnet, sondern
Ideen vom Unendlichen, die sich im scheinbaren Chaos der Sternenhimmel
oder natürlicher Elemente verbergen.
Ausgehend von seiner Untersuchung der mythischen Vorstellungen, sucht der Künstler
nach einer passenden Definition und realisiert den Furcht erregenden Hammer
des Gottes Thor mit dem Werktitel „Mjölnir, Hammer im Amboss“.
Im sprachlichen Nonsens implodiert der Schlag des Hammers auf den Amboss, um
sich auf Dauer immanent im zentnerschweren, aus Stahl gegossenen Objekt nur
dem stärksten der Götter zu bieten, der es noch einmal grimmig schwingen
soll.
Der
Mythos wird lebendig und aktuell in der Klangperformance, die
bei der Eröffnung stattfindet.
Ymir, gekleidet in den tadellosen Anzug eines klassischen Kontrabassisten,
sucht nach den Tonintervallen, die Wagners Musik zugrunde liegen, und spielt
den ursprünglichen Riesen, der den Galerieraum wie aus den Tiefen der
Erde zum Erzittern bringt. Die zeitgenössische Erscheinung des Gottes
Thor, die als Performance während der Eröffnung auftritt, überträgt
der Künstler einem modernen Motorradfahrer, der seine irdische Ausstattung
(natürlich eine schwarze Lederjacke und Bikerstiefel) und das unverzichtbare
Motorrad - die heutige Variante des Hammers - zurücklässt, sich über
unsere Köpfe erhebt und in die Kälte des Alls entschwebt, um die
Sterne zu bewundern.
Ob
es kleine Zeichnungen sind oder satinierte Eisenbleche, Hunderte
von übereinander geschichteten Leichtkartons oder gesprungene
Mauern, optische Vorrichtungen oder Klangvibrationen, zentnerschwere
Stahlgüsse oder flüchtige Präsenzen - das Ziel
bleibt auf jeden Fall nur eines, das weder jetzt noch hier
existiert.
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Biografia
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Biographie |
MARCO DI
GIOVANNI è nato a Teramo nel 1976, vive e lavora a Imola.
MOSTRE (selezione):
“Things are queer-Highlights" from Unicredit Collection, MARTA MUSEUM,
Herford
/
“Drawing Spaces”, RUSSIAN ACADEMY OF ARTS, Mosca /
“Play-Station", KUNSTMERANOARTE, Merano/
“Il disegno della scultura Contemporanea da Fontana a Paladino", PALAZZO
BINELLI, Carrara /
“La vita delle forme”, MAMbo MUSEO ARTE MODERNA, Bologna /
“Polyphonix”, CENTRE POMPIDOU, Parigi
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MARCO
DI GIOVANNI ist 1976 in Teramo geboren, lebt und arbeitet in
Imola.
AUSSTELLUNGEN (Auswahl):
“Things are queer-Highlights" from Unicredit Collection, MARTA MUSEUM, Herford
/
“Drawing Spaces”, RUSSIAN ACADEMY OF ARTS, Mosca /
“Play-Station", KUNSTMERANOARTE, Merano/
“Il disegno dellascultura Contemporanea da Fontana a Paladino", PALAZZO
BINELLI, Carrara /
“La vita delle forme”, MAMboMUSEO ARTE MODERNA, Bologna /
“Polyphonix”, CENTRE POMPIDOU, Parigi |
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