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JULIA
BORNEFELD
« Der
goldene Schuss »
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JULIA
BORNEFELD
« Der
goldene Schuss »
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La
mostra è accompagnata da un catalogo con contributi
di Letizia Ragaglia e Heinrich Schwazer.
Gli statements dell’artista accompagnano le immagini delle opere che negli
ultimi tre anni hanno delineato in modo significativo il suo percorso artistico.
Con
l’esposizione personale Der goldene Schuss allestita
alla Galleria Antonella Cattani contemporary art a Bolzano
dal 12 marzo al 30 aprile 2010, Julia Bornefeld stabilisce
un dialogo inedito fra pittura, fotografia ed installazioni
espressamente realizzate per l’occasione.
In sintonia
con la recente arte internazionale, questi lavori sono volti
ad indagare l’identità individuale ed aspetti
o comportamenti sociali partendo, nel caso specifico, da
un tema largamente condiviso e comprensibile a tutti: il
gioco del calcio.
Il titolo della mostra Der goldene Schuss assume in lingua tedesca un duplice
significato – il tiro d’oro nel calcio e allo stesso tempo è l’espressione
in uso con cui si intende quella iniezione fatale che, chi assume droghe, può praticarsi
-. Questa dualità è presente anche nei lavori della mostra con
un’ alternanza di aspetti ludici e drammatici.
L’esplorazione
del mondo DEL e CON il calcio comincia con l’esplorazione
di sé – afferma l’artista che di questo
gioco ha isolato le componenti come la passione, competizione,
gioia e tensione rivelandole poi con opere difronte alle quali lo spettatore è sollecitato
ad assumere un ruolo.
E’ il
caso dell’installazione composta da una foto su diaplex
di grande formato che, ironicamente racchiusa in una cornice
massiccia e sfarzosa, mostra una donna vestita della sola
biancheria intima in atteggiamento contrastante, tipicamente
maschile; a richiamare l’attenzione sono i suoi seni
nudi, provvisti di molle, veri respingenti per allontanare
il pallone.
L’universo femminile, abitualmente presentato dai media come espressione
di seduzione entra così invece prepotentemente in gioco…
L’esposizione prosegue con venti tecniche miste su carta, ciascuna ad
esprimere con incisività del segno ed intensità di emozione un
attimo di vissuto.
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Zur
Ausstellung erscheint ein Katalog. Texte von Letizia Ragaglia
und Heinrich Schwazer
In der Ausstellung „Der
goldene Schuss” zeigt Julia Bornefeld Bilder, Fotografien
und Installationen die innhaltlich miteinander verbunden sind.
Mit Strategien der Ironie und Ueberzeichnung, Verfremdung und
Identifikation skizziert die Kuenstlerin Symbole und Merkmale
der Weiblichkeit und Geschlechterdualitaet und fuehrt sie so
zueinander, dass neue, assoziative Spielraeume entstehen.
Im Werkzyklus „Der goldene Schuss“ geht es um Fussball, genauer
um die unwahrscheinliche Triade von Frau, Kunst und den globalerotischen Maennerfetisch
par excellence.
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JULIA
BORNEFELD « A fior di
pelle »
installazioni – pittura – fotografia |
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JULIA
BORNEFELD « HAUT-NAH » |
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Il Titolo
della mostra “ A fior di pelle “, ci suggerisce
un’approccio emotivo alle opere di JULIA BORNEFELD che,
avvalendosi di tecniche diverse – fotografia, pittura
e installazioni -, esplora una dimensione intima ed interiore
dell’essere.
Le FOTOGRAFIE, stampe digitali lambda, nascono da una metamorfosi
delle installazioni. Alcuni oggetti infatti, come il ragno, la
medusa o il fiore sono stati creati dall’artista per essere
successivamente animati e quindi fotografati.
Una volta “indossati”, come una seconda pelle, essi acquistano
vita e movimento; il corpo assume in questo caso un ruolo plastico e iniziatici,
come nelle antiche culture.
Così, ad esempio, un oggetto dalla forma simile a quella di un fiore
color carne, si mostra, nelle serie di tre foto, animato dal movimento – nelle
sue qualità – fra un loto ed una pianta carnivora, fra petali
dalla commovente delicatezza e un’energia ineluttabile e morbosa: i suoi
tentacoli possono anche catturare.
Le INSTALLAZIONI hanno un’anima in acciaio che, oltre
a conferire forma e stabilità, funge da telaio sul quale
l’artista tende materiali diversi come stoffe di feltro
o di mussola, calze di nylon color carne ed altri accessori che
alludono alla femminilità.
La superficie “pelle” dell’oggetto presenta parziali aperture
che lasciano intuire la vita interiore dell’oggetto stesso pur non consentendone
una visione totale.
Attraverso il gioco del nascondere e del rivelare, l’artista cattura
l’attenzione del fruitore per condurlo metaforicamente sotto la superficie
delle pelle, in quel mondo interiore che determina l’aura di ogni essere.
La PITTURA infine condensa le due esperienze precedenti riversando
nella materia quell’emozionalità che solo il segno
sa restituire così forte e indelebile.
Filo conduttore da sempre, in tutta l’opera di Bornefeld, le tecniche
miste su carta e su tela si distinguono, in questa mostra, per l’apparire
di nuove tematiche e del colore.
Una delle grandi tele in esposizione mostra in primo piano, su di uno sfondo
rosa carne, un paio di scarpe nere anni ’30, dal tacco alto e largo ben
sagomato; si sfiorano appena mentre colature filiformi di color grigio tenue
scendono dalla sommità della tela a riempire il vuoto di una non presenza
fisica.
L’uso disinvolto di linguaggi così diversi fra
loro si traduce infine in un’unica espressione artistica
connotata da una profonda introspezione e da un senso trasgressivo
e perturbante.
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Materialität
und räumliche Präsenz sind die Kriterien, die zuallererst
bei Julia Bornefeld’s Arbeiten ins Auge fallen: Nylonstrumpf,
Filz, Nessel, Federn, Materialien, die die Künstlerin
auf Stahlrahmen
spannt, um ihnen Form und Stabilität zu verleihen, und die sie zu riesigen,
schwarzen oder hautfarbenen, opaken oder transparenten Objekten transformiert.
Bei den neuen Arbeiten, Objekten, Tafelbildern und Fotos, die ab 2002–03
entstanden sind, und die trotz ihrem ganz neuen Erscheinungsbild an die Tradition
der früheren Arbeiten der Künstlerin anknüpfen, geht es um das
Thema Haut und Hülle, um das geheimnisvolle Spiel vom Verstecken und Offenbaren.
Die Künstlerin zeigt uns Oberflächen, die teilweise transparent sind,
teilweise Öffnungen aufweisen, wobei man das Innenleben der Objekte erahnen
kann, ohne es wirklich zu sehen. Sowohl das Außen, die Realität
auf der Hautoberfläche, wie auch das Innen, die dunklen Löcher und
grauen Schatten dahinter, gewinnen enorme Bedeutung. Die Künstlerin spielt
mit der Phantasie des Betrachters, lässt ihn zum Teilhaber eines Schauspiels
werden, führt ihn unter die Hautoberfläche.
Die
verwendeten Formen erinnern an Teile von Frauenkörpern
oder sind aus der Natur gegriffene Anlehnungen an Weiblichkeitsmetaphern:
Mit hautfarbenem Nylonstoff bespannte Stahlrahmen, weiche runde
Löcher, wie Mütterleiber, die zum Hineinschlüpfen
einladen, Muscheln und Unterhosen, zartrosa ausgestopfte Stoffwürste
wie abgeschnittene Frauenschenkel, Derwische, Quallen, Fledermäuse,
Insekten, Spinnen und Quallen.
Dabei
ist die Strategie der Verwandlung in der Arbeit von Julia Bornefeld
von zentraler Bedeutung.
Neuerdings
integriert Julia Bornefeld ihre Hauthüllen auch in performative
Aktionen, die sie fotografisch und filmisch dokumentiert.
Die
leblosen Bilder werden durch tanzartige Bewegungen beseelt,
bewegt und belebt.
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Biografia
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Biographie |
JULIA
BORNEFELD nata a Kiel (D) nel 1963 vive e lavora a Kiel e a
Brunico (I).
1984 – ’89 studia pittura alla Fachoberschule fuer Gestaltung di
Kiel. In seguito frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio
Vedova.
Dal 1993 si sono avvicendate mostre personali e collettive in Italia ed all’estero
fra cui citiamo le più recenti:
2009 STELLIFE, Marcegaglia 50th, TRIENNALE DI MILANO, Milano
“NEW ENTRIES”, MUSEION, Museo d’Arte moderna e contemporanea,
Bolzano
2008 “VOTE FOR WOMEN”, KUNSTHAUS, Merano (Bz)
2007 “ DIE KUNST DER LANDWIRTSCHAFT”, LANDESMUSEUM FERDINANDEUM,
Innsbruck (A)
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JULIA
BORNEFELD
1963 geboren inKiel lebt und arbeitet in Kiel/D und Bruneck/I
1984 -89 Studium der Malerei an der Fachhochschule fuer Gestaltung Kiel
1986 -87 Studium an der Accademia delle Belle Arti, Venedig bei Emilio Vedova
1990 Joe-und-Xaver-Fuhr Preis. Foerderpreis des Landes Schleswig-Holstein
1991 Gottfried Brockmann-Preis der Landeshauptstadt Kiel.
Unten den letzten Solo und Ausstellungsbeteiligungen nennen wir:
2009 STEELLIFE, Marcegaglia 50th, TRIENNALE DI MILANO, Mailand
NEW ENTRIES, MUSEION, Museum fuer moderne und zeitgenossische Kunst, Bozen
2008 VOTE FOR WOMEN, KUNSTHAUS MERAN
2007 DIE KUNST DER LANDWIRTSCHAFT, LANDESMUSEUM FERDINANDEUM, Innsbruck (A) |
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