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Marzo 2010


« Der goldene Schuss »

 

Catalogo della mostra con testi di
Letizia Ragaglia e Heinrich Schwazer.

Katalog der Ausstellung, Text von:
Letizia Ragaglia und Heinrich Schwazer.

 
     
     
 
Ottobre 2004
« A fior di pelle »

Catalogo della mostra con testi a cura di:
Uwe Haupenthal, Ingeborg Erhart, Sabine Gamper.

    Katalog der Ausstellung, Text von:
Uwe Haupenthal, Ingeborg Erhart, Sabine Gamper.
  
     

 

 
     

JULIA BORNEFELD
« Der goldene Schuss »

JULIA BORNEFELD
« Der goldene Schuss »

     

La mostra è accompagnata da un catalogo con contributi di Letizia Ragaglia e Heinrich Schwazer.
Gli statements dell’artista accompagnano le immagini delle opere che negli ultimi tre anni hanno delineato in modo significativo il suo percorso artistico.

Con l’esposizione personale Der goldene Schuss allestita alla Galleria Antonella Cattani contemporary art a Bolzano dal 12 marzo al 30 aprile 2010, Julia Bornefeld stabilisce un dialogo inedito fra pittura, fotografia ed installazioni espressamente realizzate per l’occasione.

In sintonia con la recente arte internazionale, questi lavori sono volti ad indagare l’identità individuale ed aspetti o comportamenti sociali partendo, nel caso specifico, da un tema largamente condiviso e comprensibile a tutti: il gioco del calcio.
Il titolo della mostra Der goldene Schuss assume in lingua tedesca un duplice significato – il tiro d’oro nel calcio e allo stesso tempo è l’espressione in uso con cui si intende quella iniezione fatale che, chi assume droghe, può praticarsi -. Questa dualità è presente anche nei lavori della mostra con un’ alternanza di aspetti ludici e drammatici.

L’esplorazione del mondo DEL e CON il calcio comincia con l’esplorazione di sé – afferma l’artista che di questo gioco ha isolato le componenti come la passione, competizione, gioia e tensione rivelandole poi con opere difronte alle quali lo spettatore è sollecitato ad assumere un ruolo.

E’ il caso dell’installazione composta da una foto su diaplex di grande formato che, ironicamente racchiusa in una cornice massiccia e sfarzosa, mostra una donna vestita della sola biancheria intima in atteggiamento contrastante, tipicamente maschile; a richiamare l’attenzione sono i suoi seni nudi, provvisti di molle, veri respingenti per allontanare il pallone.
L’universo femminile, abitualmente presentato dai media come espressione di seduzione entra così invece prepotentemente in gioco…
L’esposizione prosegue con venti tecniche miste su carta, ciascuna ad esprimere con incisività del segno ed intensità di emozione un attimo di vissuto.

 

Zur Ausstellung erscheint ein Katalog. Texte von Letizia Ragaglia und Heinrich Schwazer

In der Ausstellung „Der goldene Schuss” zeigt Julia Bornefeld Bilder, Fotografien und Installationen die innhaltlich miteinander verbunden sind. Mit Strategien der Ironie und Ueberzeichnung, Verfremdung und Identifikation skizziert die Kuenstlerin Symbole und Merkmale der Weiblichkeit und Geschlechterdualitaet und fuehrt sie so zueinander, dass neue, assoziative Spielraeume entstehen.
Im Werkzyklus „Der goldene Schuss“ geht es um Fussball, genauer um die unwahrscheinliche Triade von Frau, Kunst und den globalerotischen Maennerfetisch par excellence.

     
     
JULIA BORNEFELD
« A fior di pelle »
installazioni – pittura – fotografia
 
JULIA BORNEFELD
« HAUT-NAH »
     

Il Titolo della mostra “ A fior di pelle “, ci suggerisce un’approccio emotivo alle opere di JULIA BORNEFELD che, avvalendosi di tecniche diverse – fotografia, pittura e installazioni -, esplora una dimensione intima ed interiore dell’essere.

Le FOTOGRAFIE, stampe digitali lambda, nascono da una metamorfosi delle installazioni. Alcuni oggetti infatti, come il ragno, la medusa o il fiore sono stati creati dall’artista per essere successivamente animati e quindi fotografati.
Una volta “indossati”, come una seconda pelle, essi acquistano vita e movimento; il corpo assume in questo caso un ruolo plastico e iniziatici, come nelle antiche culture.
Così, ad esempio, un oggetto dalla forma simile a quella di un fiore color carne, si mostra, nelle serie di tre foto, animato dal movimento – nelle sue qualità – fra un loto ed una pianta carnivora, fra petali dalla commovente delicatezza e un’energia ineluttabile e morbosa: i suoi tentacoli possono anche catturare.

Le INSTALLAZIONI hanno un’anima in acciaio che, oltre a conferire forma e stabilità, funge da telaio sul quale l’artista tende materiali diversi come stoffe di feltro o di mussola, calze di nylon color carne ed altri accessori che alludono alla femminilità.
La superficie “pelle” dell’oggetto presenta parziali aperture che lasciano intuire la vita interiore dell’oggetto stesso pur non consentendone una visione totale.
Attraverso il gioco del nascondere e del rivelare, l’artista cattura l’attenzione del fruitore per condurlo metaforicamente sotto la superficie delle pelle, in quel mondo interiore che determina l’aura di ogni essere.

La PITTURA infine condensa le due esperienze precedenti riversando nella materia quell’emozionalità che solo il segno sa restituire così forte e indelebile.
Filo conduttore da sempre, in tutta l’opera di Bornefeld, le tecniche miste su carta e su tela si distinguono, in questa mostra, per l’apparire di nuove tematiche e del colore.
Una delle grandi tele in esposizione mostra in primo piano, su di uno sfondo rosa carne, un paio di scarpe nere anni ’30, dal tacco alto e largo ben sagomato; si sfiorano appena mentre colature filiformi di color grigio tenue scendono dalla sommità della tela a riempire il vuoto di una non presenza fisica.

L’uso disinvolto di linguaggi così diversi fra loro si traduce infine in un’unica espressione artistica connotata da una profonda introspezione e da un senso trasgressivo e perturbante.

 

Materialität und räumliche Präsenz sind die Kriterien, die zuallererst bei Julia Bornefeld’s Arbeiten ins Auge fallen: Nylonstrumpf, Filz, Nessel, Federn, Materialien, die die Künstlerin auf Stahlrahmen
spannt, um ihnen Form und Stabilität zu verleihen, und die sie zu riesigen, schwarzen oder hautfarbenen, opaken oder transparenten Objekten transformiert.
Bei den neuen Arbeiten, Objekten, Tafelbildern und Fotos, die ab 2002–03 entstanden sind, und die trotz ihrem ganz neuen Erscheinungsbild an die Tradition der früheren Arbeiten der Künstlerin anknüpfen, geht es um das Thema Haut und Hülle, um das geheimnisvolle Spiel vom Verstecken und Offenbaren. Die Künstlerin zeigt uns Oberflächen, die teilweise transparent sind, teilweise Öffnungen aufweisen, wobei man das Innenleben der Objekte erahnen kann, ohne es wirklich zu sehen. Sowohl das Außen, die Realität auf der Hautoberfläche, wie auch das Innen, die dunklen Löcher und grauen Schatten dahinter, gewinnen enorme Bedeutung. Die Künstlerin spielt mit der Phantasie des Betrachters, lässt ihn zum Teilhaber eines Schauspiels werden, führt ihn unter die Hautoberfläche.

Die verwendeten Formen erinnern an Teile von Frauenkörpern oder sind aus der Natur gegriffene Anlehnungen an Weiblichkeitsmetaphern: Mit hautfarbenem Nylonstoff bespannte Stahlrahmen, weiche runde Löcher, wie Mütterleiber, die zum Hineinschlüpfen einladen, Muscheln und Unterhosen, zartrosa ausgestopfte Stoffwürste wie abgeschnittene Frauenschenkel, Derwische, Quallen, Fledermäuse, Insekten, Spinnen und Quallen.

Dabei ist die Strategie der Verwandlung in der Arbeit von Julia Bornefeld von zentraler Bedeutung.

Neuerdings integriert Julia Bornefeld ihre Hauthüllen auch in performative Aktionen, die sie fotografisch und filmisch dokumentiert.

Die leblosen Bilder werden durch tanzartige Bewegungen beseelt, bewegt und belebt.

 
Biografia
 
Biographie

JULIA BORNEFELD nata a Kiel (D) nel 1963 vive e lavora a Kiel e a Brunico (I).
1984 – ’89 studia pittura alla Fachoberschule fuer Gestaltung di Kiel. In seguito frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova.
Dal 1993 si sono avvicendate mostre personali e collettive in Italia ed all’estero fra cui citiamo le più recenti:
2009 STELLIFE, Marcegaglia 50th, TRIENNALE DI MILANO, Milano
“NEW ENTRIES”, MUSEION, Museo d’Arte moderna e contemporanea, Bolzano
2008 “VOTE FOR WOMEN”, KUNSTHAUS, Merano (Bz)
2007 “ DIE KUNST DER LANDWIRTSCHAFT”, LANDESMUSEUM FERDINANDEUM, Innsbruck (A)

  JULIA BORNEFELD
1963 geboren inKiel lebt und arbeitet in Kiel/D und Bruneck/I
1984 -89 Studium der Malerei an der Fachhochschule fuer Gestaltung Kiel
1986 -87 Studium an der Accademia delle Belle Arti, Venedig bei Emilio Vedova
1990 Joe-und-Xaver-Fuhr Preis. Foerderpreis des Landes Schleswig-Holstein
1991 Gottfried Brockmann-Preis der Landeshauptstadt Kiel.
Unten den letzten Solo und Ausstellungsbeteiligungen nennen wir:
2009 STEELLIFE, Marcegaglia 50th, TRIENNALE DI MILANO, Mailand
NEW ENTRIES, MUSEION, Museum fuer moderne und zeitgenossische Kunst, Bozen
2008 VOTE FOR WOMEN, KUNSTHAUS MERAN
2007 DIE KUNST DER LANDWIRTSCHAFT, LANDESMUSEUM FERDINANDEUM, Innsbruck (A)
 
 
realizzazione RESmedia