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BEATRICE
PASQUALI
« REVERSE » |
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BEATRICE
PASQUALI
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REVERSE raccoglie
un nuovo nucleo di opere dell’artista Beatrice Pasquali
che prende corpo da una riflessione sull'uso di alcuni strumenti
ottici impiegati nell'epoca del pre-cinema ed alle proiezioni
con lanterne magiche ottenute con vetri da proiezione.
Il repertorio iconografico di riferimento – che prende avvio da una ricognizione
sul fondo della Collezione Minici Zotti di Padova - oscilla tra fantasmagoria,
tavola propedeutica e suggestioni bergmaniane ed ha consentito all’artista
di determinare una serie di tavole rotanti dipinte ad olio su vetro ellittico
sagomato.Ciascuna opera è predisposta per essere ribaltata lungo il
proprio asse verticale o orizzontale.
Ed è proprio la reversibilità ad essere ribadita in ciascun oggetto
esposto attraverso un sistema meccanico che ne consente la fruizione, alternativamente,
di recto e di verso; le superfici di vetro, lievemente convesse e perfettamente
trasparenti , inoltre, consentono di ottenere la combinazione visiva di due immagini
che risultano essere così simultanee.
Anche i vetri da proiezione ottocenteschi, la cui decorazione viene attribuita
a maestri miniaturisti, risultavano quasi sempre montati su un piccolo telaio
di forma circolare o ellittica e dipinti su entrambi i lati . Questa pratica
veniva a collocarsi a metà strada tra l'ambito specifico della rappresentazione
teatrale e quello delle arti propriamente pittoriche . Alcuni pittori e disegnatori
utilizzarono, infatti, per la riproduzione dell'immagine quello che veniva e
viene anche oggi descritto come specchio di Claude (riferito a Lorraine)
consistente in un vetro convesso colorato capace di convogliare una veduta quadrangolare
su una superficie ridotta.
Questo immaginario poetico ed emblematico viene ricreato dall’artista in
questo itinerario per immagini che nel racconto d’insieme si organizza
come un diorama nei musei di scienze naturali articolandosi come disquisizioni
pittoriche su un volatile scandinavo o una falena. |
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“REVERSE” sammelt
eine neue Reihe von Werken der Künstlerin Beatrice Pasquali.
Die Gestalt dieser Werke stammt aus den Überlegungen der
Künstlerin über den Gebrauch einiger optischen Geräte
der vorfilmischen Zeit und den Projektionen der magischen Lampengehäuse,
die durch Anwendung von Projektierungsgläsern erwirkt
wurden.
Das ikonographische Bezugsrepertoire – das von der Erkundung des Hintergrundes
der Collezione Minici Zotti in Padua ausgeht – schwankt zwischen Phantasmagorie,
propädeutische Tafel und Bergman-ähnlichen Suggestionen und hat der
Künstlerin ermöglicht eine Reihe von drehenden, mit Ölfarbe auf
profilierten elliptischen Glas bemalten Bildtafeln zu schaffen. Jedes Werk ist
so angebracht, dass es längs seiner eigenen Achse vertikal oder horizontal
geklappt werden kann.
Und es ist gerade diese Reversibilität, die in jedem ausgestellten Objekt
durch ein mechanisches System unterstrichen wird, welches ermöglicht Vorderseite
oder Rückseite des Werkes abwechselnd zu geniessen. Die Glasoberflächen,
leicht konvex und vollkommen transparent, ermöglichen weiterhin eine visuelle
Kombination von zwei Bildern die so zu einem Simultanbild werden.
Auch die Projektionsgläser des 19. Jahrhunderts, deren Dekoration Miniaturmeistern
zugeschrieben wird, waren meist auf einem kleinen runden oder elliptischen Gerüst
aufgestellt und beiderseits bemalt. Diese Vorgangsweise stand zwischen dem spezifischen
Bereich der Theaterdarstellung und den der eigentlichen malerischen Darstellungen.
Einige Maler und Zeichner verwendeten für die Wiedergabe des Bildes das
was heute noch als “Spiegel von Claude” (auf Lorraine bezogen) bezeichnet
wird, bestehend aus einem bemalten konvexen Glas, welches eine viereckige Ansicht
auf einer begrenzten Oberfläche projezieren kann.
Diese poetische und emblematische Vorstellung wird von der Künstlerin in
diesem Bilderweg neu erschaffen und gestaltet sich in der Gesamtdarlegung wie
ein Diorama in den Naturwissenschaftlichen Museen als malerische Disquisitionen über
einen skandinavischen Vogel oder einem Nachtfalter. |
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BEATRICE
PASQUALI
" T E N D E R " |
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BEATRICE
PASQUALI
" T E N D E R " |
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Un libro
ispira tutti i lavori in mostra, "Ada o Ardore" di
Vladimir Nabokov. Per Beatrice Pasquali il libro in oggetto è il
libro della vita, dove cíè tutto ciò che
la interessa nel profondo: la visione della pittura, líinfanzia,
la botanica, líanatomia, líapproccio naturalistico
alle cose.
Così in Tender, questo il titolo della mostra, cíè una idea
di infanzia e di tenerezza che vive di vita propria e si materializza nelle sculture
come pure nei dipinti realizzati per la mostra presso la Galleria Les Chances
de líArt. Due piccole sculture di cera in cui delle testine sporgono dalla
superficie come nelle chiese romaniche e gotiche francesi sono collocate con,
alle spalle, due tele dipinte con due teste di bambino che guardano in senso
opposto. Eí un guardare allíinfanzia, intesa come il tempo del
sogno e della speranza, dove tutto è possibile e impossibile. Ecco quindi
il " Dizionario dei diminutivi segreti " che si presenta come uníinstallazione
dove dalle mani di creta pendono tre uccellini in terracotta.
Ma poco importa - scrive Angela Madesani nel testo critico del catalogo edito
per la mostra - riconoscere la natura di questi oggetti, quanto invece più significativo è il
gesto di fare pendere, quindi dipendere, qualcosa dal proprio dito, tipico dei
bambini. I toni dei lavori sino ad ora delicati si accendono invece nei dipinti
- come nella " Tavola della piuma " con una gamba calzata di rosso
su fondo verde, in cui il piede stringe fra le dita una piuma.
Questi lavori, denominati non a caso tavole, richiamano per il modo di dipingere
e per la ricchezza dei dettagli la cultura artistica fiamminga. Nelle due sculture
in ferro intitolate " La torre di Ada ", il legame con il libro di
Nabokov è chiarissimo già a partire dal titolo. Nel racconto, le
torri che simboleggiano le gioie della vita, si formano solo se più "cose
vere", quelle rare, si verificano contemporaneamente.
Le "Torri" di Beatrice Pasquali sono esili architetture in ferro che
custodiscono due piccole sculture: un nudo femminile ed un uccellino. Nel realizzarle
líartista ha inteso dare a questíultime forme reali tanto da poterci
apparire come "cose vere". Tutta la mostra - scrive ancora Angela Madesani
- vive come in un incanto, in un tempo che non è della storia, forse della
memoria, ma quella personale autobiografica di Beatrice, che per trasposizione
riesce a divenire parte anche della memoria di chi guarda con attenzione
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Biografia
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Beatrice
Pasquali nasce a Verona nel 1973. Vive e lavora a Bologna.
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Esposizioni
recenti
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Recenti
mostre personali:
2006 Beatrice Pasquali con Martin Borner, Galerie Cicognani, Colonia, a cura
di S. Simoni
2003 Tender, Les chances de l’art, Bolzano, a cura di A. Madesani
2002 Generazioni/2, con Andrea Chiesi e Giuliano Guatta, Palazzo Santa Margherita,
Modena, a cura di W. Guadagnini
2001 Vitrea, Francesco Girondini Arte Contemporanea,Verona, a cura di W. Guadagnini
e G. Mozzi
Recenti
mostre collettive:
2006 Summer tales, Les chances de l’art, Bolzano
Accueil, Studio Schomber , Roma , a cura di Aldo Iori
2005 Otto:3, Otto Arte Contemporanea, Bologna, a cura di W. Guadagnini
Open Air, Orto botanico, Parma, a cura di M. Paderni e I. Saccani
Anne Cichos, Polona Maher , Beatrice Pasquali, Galerie Cicognani, Colonia
Il serafico succedaneo, Galleria Pierluigi Carini, San Giovanni Valdarno, a
cura di A. Zanchetta
Galerie Cicognani, Colonia
Simurg, Bello Fresco, Venezia Mestre, a cura di A. Zanchetta
2004 Intrecciano, Foro Boario, Modena, a cura di D. Astrologo, S. Ferrari,
S. Pasquini, L. Pignatti, M. Pozzati, P. Silingardi, A. Zanchetta
Matinée/Patzen, Galleria NinaPì, Ravenna, a cura di A. Zanchetta
2003 Incontro con l’artista,
Spazio Trebisonda, Perugia a cura di A. Iori
Solitari,Torre di Orlando, Castiglione della Valle (Umbria)
2002 In Ralenti, Fondazione
Bevilacqua La Masa, Venezia, a cura di A. Zanchetta
Periscopio, Galleria del Credito Valtellinese, Milano
2001 La Natura, l’Arte
e la Meraviglia, Museo Civico di Storia naturale, Verona, a cura di W. Guadagnini
2000 XL premio Suzzara,
Galleria del Premio Suzzara, Suzzara
Alleviare irrefrenabili impulsi, Collegio Cairoli, Pavia, a cura di P. Finelli
Germinazioni, Salara, Bologna
Premio Lissone, Galleria civica d’arte contemporanea, Lissone
1999 Historical Review,
Vormgoving, (Olanda)
1997 Exit, Sala del silenzio,
Bologna
Arti visive, Concorso nazionale giovani artisti italiani, Mole vanvitelliana,
Ancona
Cahiers du triangle, Institut Francais de Thessalonique, Thessalonique
Printmarking Department, Wimbledon, School of Art, Londra
Raccolta del disegno contemporaneo, Nuove acquisizioni, Palazzina dei giardini
pubblici, Modena, a cura di W.Guadagnini
Premio per l’incisione Giorgio Morandi, Saletta ottagonale, Museo Morandi,
Bologna
Cahiers du triangle, Sala del trecento, Palazzo Re Enzo, Bologna
1996 Aspetti dell’incisione
contemporanea, Museo Sperimentale d’Arte contemporanea, L’Aquila
Sulla carta, Otto Arte Contemporanea, Bologna
Giovani artisti da conoscere, palazzo del Podestà, Ripatransone (Marche)
Arti visive, Concorso nazionale giovani artisti italiani, Palazzo Ducale, Genova
Cahiers du triangle, Ecole des Beaux-Arts, Saint-Etienne
1995 Orme, Sala del silenzio,
Bologna
Biennale internazionale dei giovani, Skopje Art Gallery, Skopj
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