La
mostra documenta l'attività più matura di Afro,
con particolare attenzione alle opere realizzate dall'artista
friulano intorno agli anni sessanta. Sono questi gli anni in
cui Afro compie numerisi viaggi in America, soggiornandovi
anche per lunghi periodi. Viene così a contatto con
il sottile e vibrante lavoro di Gorky e di De Koning che imprimerà una
sorta di accelerazione alla sua maniera pittorica.
La mostra vuole evidenziare, attraverso un nucleo di opere che si impongono
all'attenzione per l'energia e immediatezza di un segno fortemente gestuale,
proprio questi mutamenti. In "Bianco Nero Medio" - tecnica mista
del 1962 - , come pure in altre opere coeve ora in esposizione, Afro si è posto
in dialogo con la supercie ricorrendo esclusivamente al bianco e al nero;
rimossa dunque ogni apparenza figurale doveve essere la pittura a rivendicare
per sè stessa carattere di realtà. A tal proposito, già nel
1958 Afro scriveve in una lettera Lionello Venturi: "Sentivo il mio lavoro
lontano da me perchè non mi bastava rappresentare una realtà di
fantasia, di sogno odi memoria esistente oltre il quandro e di cui il quadro
era specchio o tramite, ma volevo che quella realtà si identificasse
con la pittura e LA PITTURA DIVENTASSE REALTA' STESSA DEL SENTIMENTO - NON
LA SUA RAPPRESENTAZIONE."
In
galleria venticinque le opere esposte: dipinti, aquarelli e
gouaches su carta intelata (1957 - 1976)